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Ci  siamo cercati, aspettati, rincorsi e alla fine trovati! Tu (vento da nord) ed io!

E’ sempre così nei giorni di vento da nord… prima si litiga un po’, non ci si sopporta e poi si finisce sempre con il fare pace.

 

Succede nei giorni di vento da nord,

quando sei lontano dal lago … lo percepisci appena

scuote le cime più alte degli alberi…

ogni tanto una folata si intrufola irriverente, crea un po’ di disordine lungo la via, fa il girotondo con i cespugli bassi in giardino,lancia lontano foglie e carte che trova abbandonate e … sparisce.

Ma guardi il cielo blu genziana e non vi sono dubbi, lo sai, oggi soffia vento da nord e laggiù, da qualche parte, è anche forte.

 

Lontano dal lago, percepite a terra,  le improvvise incursioni del vento da nord, sotto forma di raffiche intense con direzione variabili sono molto fastidiose. Ti colpiscono quando meno te lo aspetti, sollevano oggetti, rovesciano sedie da giardino, strappano via il bucato, rubano i cappelli, ti schiaffeggiano viso e la  chioma con ruvide carezze. E’ irritante ed inaffidabile. Urta i nervi e a molti provoca il mal di testa. Foglie secche, spazzatura varia e piccoli oggetti diventano il suo esercito e lui lo gestisce con inconsulti assalti lanciati verso gli spazi aperti.

 

Non ti da tregua e tu  sai che ti sta chiamando e  che non vedi l’ora di andarlo ad incontrare nel posto più adatto.

Sul lago.

Al circolo velico.

Arrivi sulla terrazza, scendi alla spiaggetta e finalmente vedi il nord distendersi lì davanti ai tuoi occhi. Forma ordinati treni ondosi con la crestina bianca, riorganizza  il lago creando perfette milizie di onde che avanzano disciplinate e serie.

Ecco il posto giusto dove stare insieme!

Lui ha spazio sufficiente per giocare. Tu sei lì solo per lui, per incontrarlo, sei ben coperto e preparato e non provi fastidio ai suoi assalti. Armare la barca con lui intorno è un divertimento nuovo. Una sfida sempre diversa.

Le cose sono sempre più complicate. Tutto fa più resistenza. Le vele ti schiaffeggiano con violenza, le scotte sbattono contro lo scafo.

E’ lì vivo e presente e ti sfida. (e un po’ ti prende in giro…). Gioca con tutto ciò che lasci incustodito, non ben rizzato, non ben annodato: si fa beffe della tua capacità di gestire la situazione.

Armare diventa eccitante:  prelude ad uno scontro.

Nulla è più come solitamente era: la normalità viene abolita!

Anche il semplice uscire dalla spiaggetta è un’impresa.

Devi desistere.

Stai lì ritto, davanti a lui, lo fronteggi fissando le catene montuose all’orizzonte dal quale si sta lanciando a tutta velocità verso di te… misuri l’intensità delle raffiche usando la forza che senti sul viso e sulle guance…inspiri a pieni polmoni. L’aria fredda e ossigenante penetra in profondità nel petto. E’ una sensazione inebriante, stimolante, che scuote ogni tua fibra, facendoti sentire vivo.

Ti concedi una piccola gita. La necessità di controllare l’ormeggio ti spinge a raggiungere il Golif ormeggiato alla sua boa, in posizione avanzata nel piccolo golfo del circolo.

Il golif cavalca le onde del nord come un purosangue, il vento fa vibrare il suo scafo e fischiare le sartie. Tutta l’opera morta sembra percorsa da una nuova energia. Punta la prua caparbio nel cuore del vento e sembra chiedere con tutte le sue forze di essere lasciato libero, di poter prendere il largo.

Salire a bordo, sedersi ai piedi dell'albero,  a pochi metri da tutto quel rutilante mondo di vento e acqua e schiuma e sentirsi prendere dal fascino degli elementi, provare un acuto desiderio di dare vela e buttarsi nella mischia sono una sola cosa.

Quello che prima appariva disordine ora sembra ordine, quello che prima sembrava energia cinetica malamente e inutilmente dispera dagli elementi ora appare affascinante forza propulsiva. Il Golif si impenna e scarta con insistenza: sono io quello giusto, io ho tutto quello che occorre per governare questo caos… io sono pronto, lo sono da sempre…andiamo!!!

E ti sembra già di vivere quel meraviglioso momento in cui le vele issate cessano di sbattere, quando fiocco e randa cazzate il giusto iniziano a portare trasportandoti in un mondo di silenzio e suoni naturali, piacevoli. Via dall’ormeggio, scivoli dentro una bolina veloce e intensa. Il Golif sbanda,  la scia ribolle, le vele si tendono, il vento le afferra, il timone trasforma tutta quella forza in una direzione e il Golif è libero e fa ciò che sa fare meglio di tutto: inizia a navigare.